Statuto - Ente Parco Regionale dell Olivo di Venafro

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ENTE PARCO REGIONALE DELL'OLIVO DI VENAFRO
Paesaggio rurale storico d'Italia
(D.M. n. 6419 del 20.2.2018 – MIPAAF)
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STATUTO

Ente Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro

STATUTO
(Testo adottato con deliberazione n. 5 del 8 febbraio 2011)
8 febbraio 2011
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TITOLO I
NORME GENERALI

Art. 1
Natura giuridica, denominazione, emblema e sede
1. L'Ente Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro, di seguito indicato come Ente Parco, istituito con Legge Regionale n. 30 del 4 novembre 2008, in conformità alle norme della legge regionale 20 ottobre 2004, n. 23 e ai principi della legge n. 394/1991, è dotato di personalità giuridica di diritto pubblico ed è sottoposto alla vigilanza della Regione Molise.
2. L’Ente Parco, ha sede legale nel Comune di Venafro e si identifica, in tutti i suoi atti, con la denominazione "Parco Regionale agricolo dell’Olivo di Venafro", con il suo emblema, di forma rettangolare, raffigurante il campanile dell’Annunziata tra le pendici olivetate, con colori di diverse tonalità di azzurro, blu, verde, arancio, e con la denominazione del Parco.
3. L’Ente Parco ha diritto all’uso esclusivo della propria denominazione e del proprio emblema.
4. Per le finalità di cui all’art. 1, comma 2, della legge regionale 30/2008, l’Ente Parco, concede, attraverso specifiche convenzioni, l’uso del proprio nome e del proprio emblema a servizi, prodotti e manifestazioni che concorrano al conseguimento delle finalità del Parco.

Art. 2
Competenza territoriale
1. L’Ente Parco esercita le proprie competenze previste dalle norme legislative e regolamentari sul territorio del Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro, così come individuato dalla cartografia allegata alla legge regionale n. 30/2008 e meglio precisato dalla perimetrazione riportata dal Piano del Parco.
2. Eventuali modificazioni introdotte, con le modalità previste dalla legge regionale alla perimetrazione del Parco, comportano l'immediato adeguamento alla nuova perimetrazione della competenza territoriale dell'Ente Parco.

Art. 3
Finalità dell’Ente Parco
1. L’Ente Parco persegue le finalità previste dalla legge regionale 20 ottobre 2004, n. 23 dic.
1991, n. 394.
2. In particolare l’Ente Parco persegue le seguenti finalità:
a) garantire e promuovere la conservazione, la riqualificazione e il recupero dell'ambiente naturale, del paesaggio storico-agricolo e dei connotati architettonici storicizzati;
b) tutelare e valorizzare le emergenze archeologiche, storiche e etnoantropologiche;
c) salvaguardare il patrimonio genetico dell'Olivo di Venafro e promuovere la diffusione delle "cultivar" dell'olivo presenti nel territorio di Venafro e più in generale dell'Alto Volturno, anche attraverso appositi vivai;
d) salvaguardare gli esemplari di alberi di olivo che per vetustà rivestano valore testimoniale o monumentale;
e) incoraggiare la coltivazione dell'olivo di Venafro quale elemento identitario, caratterizzante il paesaggio storico del parco;
f) valorizzare e promuovere l'olio prodotto nell'area, in collaborazione con gli agricoltori singoli o associati;
g) assicurare un uso corretto del territorio per scopi agricoli, scientifici, didattici, culturali, sociali e ricreativi;
h) orientare la diffusione dell’architettura bioclimatica, della mobilità ecosostenibile, di impianti di energie rinnovabili, secondo criteri compatibili con la salvaguardia del paesaggio e diffondere le buone pratiche tese al risparmio energetico.

Art. 4
Amministrazione per accordi
1. L’Ente Parco assume l’intesa e la concertazione come metodo ordinario di programmazione dei propri obiettivi e realizzazione delle proprie finalità istituzionali.
2. Promuove accordi di collaborazione con le Amministrazioni dello Stato, delle Regioni e deglienti locali interessati.
3. Persegue le proprie finalità anche nei territori limitrofi al parco mediante appositi accordi congli enti competenti e i soggetti privati.

Art. 5
Scuole e istituzioni scientifiche
1. Per la realizzazione dei propri obiettivi l’Ente Parco favorisce e promuove le iniziative formative e culturali, le attività didattiche, di educazione ambientale, di studio e ricerca, instaurando rapporti con le scuole, le istituzioni scientifiche e le Università degli Studi, in particolare quelle operanti nel proprio territorio.

Art. 6
Associazioni agricole e di protezione ambientale
1. L’Ente Parco, in considerazione del ruolo che svolgono le associazioni agricole e di protezione ambientale, riconosce e ricerca il costante contributo propositivo e collaborativo delle stesse nella programmazione e realizzazione delle proprie iniziative.

Art. 7
Promozione del lavoro e della partecipazione sociale
1. L’Ente Parco favorisce il coinvolgimento, nelle proprie attività, degli agricoltori singoli o associati, delle cooperative, delle associazioni di volontariato.


TITOLO II
ORGANI DELL’ENTE

Art. 8
Il Presidente del Parco
1. Il Presidente è organo di vertice dell’Ente Parco. Ne ha la legale rappresentanza, anche in giudizio, ne coordina l'attività, esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo Statuto e dai regolamenti nonché quelle delegategli dal Consiglio direttivo.
2. Adotta i provvedimenti urgenti e indifferibili che sottopone a ratifica del Consiglio direttivo nella seduta successiva a pena di decadenza. In caso di parità di voto, la maggioranza è determinata dal voto del Presidente.
3. In caso di assenza o impedimento, il Presidente può delegare, nell’ambito del Consiglio, le proprie funzioni di rappresentanza legale, per le finalità e nei limiti previsti nell’atto di delega.

Art. 9
Il Consiglio direttivo
1. Il Consiglio direttivo è costituito, oltre che dal Presidente dell’Ente Parco che lo presiede, da tre componenti esperti in materia agricola e/o ambientale, nominati dal consiglio regionale. E’ organo di indirizzo amministrativo dell’Ente e delibera in merito a tutte le questioni generali.
2. Esso, in particolare, delibera:
a. previo parere del Revisore dei conti, il bilancio preventivo, le relative variazioni e il conto consuntivo, che sottopone all’approvazione della Giunta regionale;
b. lo Statuto dell’Ente che trasmette alla Giunta regionale per l'approvazione da parte del Consiglio regionale.
c. tutti gli atti normativi dell’ente ad efficacia interna o esterna nonché le eventuali relative interpretazioni autentiche;
d. previo parere della Consulta regionale sulle Aree protette nonché degli enti locali  interessati, il Piano del Parco, che trasmette alla Giunta regionale per l’approvazione da parte del Consiglio, ai sensi dell’art. 13 della L.R. 23 /2004;
e. il Regolamento di cui all’artt. 4 della L.R. 30/2008, che trasmette alla Giunta regionale per l’approvazione, ai sensi dell’art. 14 della L.R.23 /2004;
f. il Programma di sviluppo del Parco di cui all'art. 4, comma 3, della L.R. 30/2008 e 15 della L. 23/2004, che trasmette alla Giunta regionale per l'approvazione, previa acquisizione del parere della Consulta.
g. i piani e i programmi dell’Ente con le relative direttive generali per l’azione amministrativa;
h. gli acquisti e le alienazioni immobiliari;
i. le condizioni generali di contratto (capitolati);
j. l’approvazione di progetti di opere pubbliche nonché le perizie di variante e suppletive;
k. le tariffe dei servizi resi dal Parco;
l. l’eventuale accensione di mutui;
m. la dotazione organica e ad ogni revisione della stessa.

Art. 10
Convocazione del Consiglio Direttivo
1. Il Consiglio dell'Ente si riunisce su convocazione del Presidente che ne stabilisce l’ordine del giorno o quando ne sia fatta richiesta, da almeno due Consiglieri.
2. Le convocazioni del Consiglio sono effettuate dal Presidente con qualunque mezzo idoneo a provarne la ricezione, almeno 5 giorni prima della data fissata; in caso di urgenza la convocazione può essere effettuata fino a ventiquattro ore prima della seduta.
3. L'avviso di convocazione deve contenere, oltre all’ordine del giorno, l'indicazione del giorno, ora e luogo della seduta e deve essere inviato con le predette modalità anche al Revisore dei Conti.
4. Il Consiglio Direttivo si riunisce, di norma, presso la sede dell’Ente Parco.

Art. 11
Funzionamento del Consiglio direttivo
1. Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno due volte all’anno per l’approvazione del bilancio di previsione e del conto consuntivo.
2. Le sedute del Consiglio Direttivo sono pubbliche.
3. Per la validità delle adunanze del Consiglio Direttivo è necessaria la presenza di almeno 3 dei Consiglieri in carica. I componenti il Consiglio Direttivo che escono dalla sala prima della votazione non vengono computati per determinare la validità dell’adunanza.
4. Il Consiglio direttivo delibera a maggioranza semplice dei presenti, salvo il caso in cui sia richiesta una maggioranza qualificata. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
5. Nei casi di urgenza, le deliberazioni possono essere dichiarate immediatamente eseguibili con voto espresso in modo palese dalla maggioranza dei presenti.
6. In tal caso esse sono eseguite sotto la responsabilità dell’organo deliberante.
7. Per la revisione totale o parziale dello Statuto è richiesta, sia per la validità della seduta che per la validità della deliberazione, la presenza e il voto di tutti i consiglieri in carica. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta per due volte consecutive, la deliberazione è approvata se ottiene per il voto favorevole della maggioranza semplice dei consiglieri in carica.
8. I Consiglieri non possono partecipare alle deliberazioni che riguardino contenziosi, rapporti giuridici o relazioni di cui siano parti essi stessi, altri enti eventualmente da essi amministrati ovvero loro parenti o affini sino al quarto grado, ovvero allorché si tratti di impieghi o incarichi da attribuire a quest’ultimi. La ricorrenza di tali circostanze comporta l’obbligo per gli amministratori di allontanarsi dalla sede dell’adunanza durante la trattazione di detti affari.
9. Alle sedute del Consiglio Direttivo partecipa, senza diritto di voto, il Direttore del Parco; può partecipare, parimenti senza diritto di voto il Revisore dei conti.
10. Il Presidente del Parco, anche su richiesta di uno dei componenti del Consiglio direttivo, ha facoltà di invitare, ai lavori del Consiglio, esperti nelle materie da trattare o cittadini direttamente interessati alle stesse. Costoro non hanno diritto di voto ed intervengono previa autorizzazione del Presidente.

Art. 12
Verbalizzazione, controllo, pubblicità ed esecutività
delle deliberazioni del Consiglio direttivo
1. Il verbale delle deliberazioni del Consiglio Direttivo è sottoscritto dal Presidente, o in sua assenza da chi presiede l’adunanza, e dal Direttore o chi svolge funzioni di segretario.
2. Nel verbale devono essere riassunte, su richiesta dei Consiglieri, le dichiarazioni di voto.
3. Il controllo sugli atti del Consiglio Direttivo avviene nei limiti, nei modi e nei termini stabiliti dalle norme vigenti.
4. Tutte le deliberazioni sono pubblicate sull’albo telematico del sito istituzionale dell’ente per almeno 15 giorni.
5. Le deliberazioni soggette al controllo preventivo degli organi vigilanti diventano esecutive con l’apposizione del visto di legittimità o con l’approvazione, quelle non soggette a tale preventivo controllo diventano esecutive decorsi 15 giorni dalla pubblicazione delle stesse.

Art. 13
Decadenza e dimissioni dal Consiglio Direttivo
1. I consiglieri che non intervengono a tre sedute consecutive, senza giustificato motivo, sono dichiarati decaduti e, su comunicazione del Presidente del Parco, sono sostituiti con decreto del Presidente della Giunta regionale.
2. Le dimissioni da Consigliere devono essere presentate in forma scritta al Presidente che provvede ad assumerle immediatamente al protocollo dell’Ente Parco e a darne comunicazione al Consiglio Direttivo nella sua prima adunanza utile. Esse diventano efficaci dal momento in cui il Consiglio Direttivo ne prende formalmente atto. Entro i successivi 10 giorni il Presidente provvede a trasmettere gli atti al Presidente della Giunta Regionale per la necessaria surrogazione.
3. In ogni caso in cui venga meno un consigliere, il componente nominato in sostituzione dura in carica per il periodo residuo del mandato del Consiglio Direttivo.

Art. 14
Direttore del Parco
1. Il Direttore del Parco è nominato con le modalità di cui all’art. 10, comma 3, della legge regionale 20 ottobre 2004, n. 23.
2. Al Direttore compete, in via esclusiva, l’attività di “gestione tecnico-amministrativa” secondo i principi contenuti nel D.Lgs. 30 marzo 2001, n.165 e le previsioni del Regolamento di Organizzazione dell’Ente, attuativo di tali principi.
3. Il Direttore persegue gli indirizzi impartitigli curando l’attuazione di piani, programmi e direttive generali. A tal fine sovrintende ai Servizi dell’Ente, conduce la gestione amministrativa, tecnica e finanziaria mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Al Direttore spetta ogni attività provvedimentale amministrativa ad efficacia esterna, di qualunque natura si tratti ( determinativa, ampliativa, ablatoria, ecc.) nonché ogni attività negoziale, unilaterale o contrattuale, che impegni l’Ente all’esterno.
4. Il Direttore, nell’ambito delle sue funzioni, svolge, inoltre, i seguenti compiti:
a. riferisce, correntemente, al Presidente;
b. coopera e collabora con il Presidente e con gli Organi dell’Ente Parco per la definizione degli obiettivi e dei programmi da attuare;
c. esprime il parere di regolarità tecnica e contabile degli atti deliberativi;
d. partecipa con funzione consultiva e nella qualità di segretario alle riunioni del Consiglio Direttivo e ne sottoscrive gli atti deliberativi insieme al Presidente;
e. provvede alla pubblicazione delle deliberazioni;
f. ne attesta l’esecutività;
g. garantisce il diritto all’informazione ambientale ai sensi dell’art. 3 sexies del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.
5. Il Direttore è responsabile della gestione amministrativa e dei relativi risultati, in relazione agli indirizzi impartiti e agli obiettivi prefissati, e ne risponde al Presidente.
6. Compatibilmente con le previsioni della dotazione organica, funzioni dirigenziali possono essere affidate a personale dirigente comandato da altra amministrazione o con essa condiviso nei limiti della normativa in materia.

Art. 15
Organi di controllo
1. L’Ente Parco, coerentemente con i principi in materia di pubblico impiego, si avvale di organi di controlli interno al fine di conseguire:
a) il riscontro di legittimità amministrativa e contabile;
b) la valutazione delle performances e il controllo strategico.

Art. 16
Riscontro di legittimità amministrativa e contabile
1. Il riscontro di legittimità amministrativa e contabile sugli atti dell’Ente è esercitato dal Revisore dei Conti, nominato dal Consiglio Regionale secondo le modalità di cui alla lettera d) del comma 1 dell’art. 9 della L.R. n.23/2004.
2. Il Revisore dei conti esercita il controllo sulla gestione amministrativa e finanziaria dell’Ente e in particolare:
a. effettua il riscontro contabile sugli atti dell'Ente e ne controlla la gestione finanziaria;
b. redige una relazione sul bilancio di previsione e sul conto consuntivo, formulando proposte ed eventuali rilievi per conseguire una migliore efficienza, efficacia ed economicità nella gestione dell'Ente;
c. rilascia, su richiesta del Presidente, pareri su atti generali aventi di rilevante contenuto finanziario o economico;
d. partecipa alle sedute del Consiglio direttivo ove ritenga o se richiesto, senza diritto di voto;
e. è tenuto, inoltre, ad esercitare ogni altra funzione e competenza, ad esso attribuita dalle vigenti norme di legge.
3. Il Revisore dei conti invia al Presidente della Giunta regionale una relazione semestrale sull'attività amministrativa dell'Ente Parco e sullo svolgimento dell'azione di controllo. Qualora riscontri gravi irregolarità nella gestione dell'Ente, ne riferisce immediatamente al Consiglio direttivo e alla Giunta regionale. Il Revisore dei conti ha diritto di accesso agli atti e documenti dell'Ente e può partecipare, senza diritto di voto, alle sedute del Consiglio direttivo.

Art. 17
Controllo delle performance e controllo strategico
1. Per la valutazione della performance ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs 27.10.2009, n. 150, nonché per il controllo strategico in ordine al conseguimento degli obiettivi indicati dal Consiglio Direttivo, l’Ente Parco si dota, anche in forma associata con altri enti, di un Organismo indipendente di valutazione.
2. Tale Organismo è nominato dal Consiglio Direttivo per un periodo di tre anni. L'incarico dei componenti può essere rinnovato una sola volta.
3. Agli oneri derivanti dalla costituzione e dal funzionamento degli organismi di cui al presente articolo si provvede nei limiti delle risorse destinate ai servizi di controllo interno.

Art. 18
Durata e compensi
1. Ai sensi dell’art 9 della L.R. n. 23/2004, il Presidente, il Consiglio direttivo ed il Revisore dei conti durano in carica cinque anni e possono essere rinominati una sola volta.
2. Ai componenti del Consiglio direttivo, al Revisore dei conti ed al Presidente spettano compensi pari a quelli previsti dal comma 12-bis dell'articolo 9 della legge n. 394/1991, per le medesime cariche dei parchi nazionali.

Art. 19
Tutela di organi e dipendenti
1. L’Ente Parco assicura i propri dipendenti o amministratori contro i rischi di responsabilità civile nei confronti di terzi per fatti connessi all’espletamento del servizio o del mandato.
2. L’Ente, anche a tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi l’apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un proprio dipendente o amministratore, per fatti o atti direttamente connessi all’espletamento del servizio o del mandato, assume a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto di interesse e che l’Ente non sia controparte nel procedimento, ogni onere di difesa sin dall’apertura del procedimento facendo assistere il dipendente o l’amministratore da un difensore di comune
gradimento.
3. In caso di sentenza di condanna esecutiva per fatti commessi con dolo o colpa grave, l’Ente provvede alla ripetizione, dal dipendente, di tutti gli oneri sostenuti per la sua difesa in ogni stato e grado del giudizio.
4. Ove, nei casi di cui ai commi precedenti, taluno dei soggetti di cui sopra abbia già personalmente anticipato le spese per la propria difesa e sia risultato, a seguito di sentenza passata in giudicato, esente da responsabilità, ha diritto al rimborso delle spese stesse da parte dell’Ente Parco.


TITOLO III
STRUMENTI DI ATTUAZIONE

Art. 20
Programma di Sviluppo
1. L’Ente Parco, di intesa con gli enti locali interessati e con la Regione Molise, formula, previo parere della Consulta regionale di cui all’art. 3 della L.R. 23/2004, il Programma di sviluppo del Parco, di seguito denominato Programma, e lo trasmette alla Giunta regionale per l'approvazione.
2. La Giunta regionale approva tale Programma entro centottanta giorni dal suo ricevimento, nei limiti dei finanziamenti disponibili, cui concorrono risorse comunitarie, statali, regionali, dei comuni territorialmente interessati o di altri enti, e lo pubblica sul Bollettino Ufficiale della Regione Molise.
3. Il Programma ha validità quinquennale, costituisce strumento di pianificazione economica dell'area protetta e stabilisce le risorse, le iniziative e le modalità di attuazione per il conseguimento delle finalità del Parco.
4. In particolare, il Programma può prevedere:
a. iniziative di promozione e sostegno dell'economia locale con particolare riguardo alle produzioni olearie;
b. la destinazione di idonee risorse finanziarie per la concessione di sovvenzioni a privati o ad enti locali per il mantenimento ed il ripristino delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei luoghi tutelati e delle tipologie edilizie storicizzate;
c. la realizzazione di attrezzature, impianti di depurazione e per il risparmio energetico;
d. servizi ed impianti di carattere turistico-naturalistico da gestire in proprio o da concedere in gestione a terzi;
e. l'agevolazione o la promozione di attività tradizionali, artigianali, agroforestali, culturali;
f. l’acquisizione, la riqualificazione o il restauro di beni di interesse ambientale ed etnoantropologico.

Art. 21
Piano del Parco
1. Ai fini della tutela e della promozione dei valori naturali, paesistici e culturali, l'Ente provvede alla redazione e all'adozione del Piano del Parco, ai sensi dell’art. 4 comma 1, della L.R. 30/08 e 13 della L.R. 23/04 nonché in conformità ai commi 1 e 2 dell'art. 12 della legge n. 394/ 1991.
2. Il Piano è redatto in coerenza con la pianificazione paesistica. E’ predisposto, con la collaborazione del Servizio regionale competente, entro 12 mesi dalla costituzione dell'ente.
3. Il Piano è sottoscritto da tecnici abilitati alla redazione degli strumenti urbanistici. Le analisi di settore del Piano sono svolte, in ogni caso, da tecnici abilitati nelle rispettive discipline.
4. Il Piano, acquisito il parere della consulta e degli enti locali territorialmente interessati, è pubblicato per quaranta giorni presso le sedi dei Comuni, delle Comunità montane e depositato presso la Regione e la Provincia. Durante questo periodo chiunque può prenderne visione, estrarne copia e presentare osservazioni scritte. Su queste ultime l'ente di gestione si esprime, adottando definitivamente il Piano entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito.
5. Il Piano è approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione ed è immediatamente vincolante nei confronti delle amministrazioni e dei privati.
6. Il Piano ha effetto di dichiarazione di pubblico interesse, di urgenza e di indifferibilità per gli interventi in esso previsti e prevale sui piani urbanistici e di settore a carattere generale o attuativo.
7. Il Piano è soggetto a verifica, ed eventualmente aggiornato, con identica modalità, almeno ogni 5 anni.
8. Il Piano del Parco formula le linee generali dell'assetto territoriale dell'area ed individua, mediante la suddivisione in zone, i vincoli e le destinazioni da osservarsi sul territorio in relazione ai diversi usi e funzioni consentite.

Art. 22
Regolamento
1. Contestualmente all'adozione del Piano del Parco, e comunque non oltre sei mesi dalla sua approvazione, il Consiglio direttivo dell'Ente Parco adotta il Regolamento e lo trasmette alla Giunta regionale per l'approvazione. Il Regolamento disciplina le attività e l'uso delle risorse naturali consentiti all'interno dell'area protetta, in conformità ai commi 2, 3, 4 e 5 dell'articolo 11 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e stabilisce altresì le modalità con cui possono essere realizzati interventi edilizi nel rispetto delle tipologie tradizionali del territorio.

Art. 23
Nulla-osta
1. I titoli abilitativi previsti per attività, interventi, impianti ed opere da realizzare all’interno del Parco sono subordinati al preventivo Nulla Osta dell’Ente Parco ai sensi dell’art. 13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 nonché della L.R. 20 ottobre 2004, n. 23.
2. Il Nulla-osta verifica la conformità degli interventi alle norme di Piano e Regolamento in vigore sul territorio del Parco. Ove il Piano e il Regolamento non contemplino la fattispecie, l’Ente Parco rilascia o nega il Nulla osta sulla base di valutazioni tecnico-discrezionali adeguatamente motivate.
3. In relazione alle pratiche più complesse, l’Ente può avvalersi di altri organi della Pubblica Amministrazione.

Art. 24
Poteri di contrasto all’abusivismo
1. Qualora venga esercitata una attività non consentita dal piano o dal regolamento ovvero in assenza o difformità dal nulla-osta, l’organo competente ne dispone l'immediata sospensione se in corso e ne ordina, in ogni caso, la riduzione in pristino a spese del trasgressore e con l’eventuale responsabilità solidale del committente, del titolare dell'impresa e del direttore dei lavori.
2. In caso di inottemperanza entro il termine stabilito, si provvede per l'esecuzione in danno degli obbligati, secondo la normativa vigente.

Art. 25
Sorveglianza del Parco
1. La sorveglianza sul rispetto delle norme che disciplinano il territorio del Parco è affidata, oltre che al personale dell’ente munito del decreto di cui all'art. 138 del R. D. 18 giugno 1931, n. 773 (Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza), al Corpo Forestale dello Stato se convenzionato ai sensi dell'art. 27, comma 2, della legge 6 dicembre 1991, n. 394.
2. Per la sorveglianza del Parco, l’Ente può avvalersi, altresì, sulla base di apposite convenzioni, del Corpo di Polizia provinciale, degli organi di polizia comunale urbana e rurale, delle guardie giurate ambientali, zoofile e venatorie provinciali anche volontarie, delle organizzazioni di volontariato afferenti alla Protezione civile, secondo le rispettive prerogative.


TITOLO IV
STRUTTURA ORGANICA

Art. 26
Personale e organizzazione
1. L’Ente, nei limiti delle risorse disponibili e delle leggi vigenti in materia di pubblico impiego determina il proprio fabbisogno di personale, la propria dotazione organica e il proprio assetto organizzativo.
2. Si avvale, altresì:
a. di accordi tra pubbliche amministrazioni per l’utilizzo di personale;
b. di personale comandato dalla Regione o da altri enti pubblici per l’esercizio di funzioni;
c. di personale assunto con contratto a tempo determinato secondo le vigenti disposizioni
d. legislative;
e. di personale tecnico e di manodopera inquadrato ai sensi del C.N.L. vigente per il settore agricolo-forestale;
f. di affidamenti di servizi all’esterno;
3. L’organizzazione generale degli uffici dell’Ente è stabilita con apposito regolamento, coerentemente a quanto previsto dal D.lgs 30 marzo 2001, n. 165, e si ispira ai seguenti criteri:
a) funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità.
b) ampia flessibilità, garantendo adeguati margini alle determinazioni operative e gestionali;
c) collegamento delle attività degli uffici, comunicazione interna ed esterna ed interconnessione mediante sistemi informatici e statistici pubblici;
d) imparzialità e trasparenza dell'azione amministrativa, anche attraverso l'istituzione di apposite strutture per l'informazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso.


TITOLO V
IL PATRIMONIO E LE RISORSE FINANZIARIE

Art. 27
Il Patrimonio
1. L’Ente Parco ha un proprio patrimonio costituito da beni immobili e mobili ad esso derivabile a qualunque titolo.
2. I beni essenziali per le finalità istituzionali del Parco sono in ogni caso indisponibili.

Art. 28
Le risorse finanziarie
1. Costituiscono entrate dell'Ente da destinare al conseguimento delle finalità istituzionali:
a. i contributi dell'Unione europea, dello Stato nonché i contributi erogati dalla Regione in via ordinaria o per progetti speciali;
b. i contributi degli enti locali interessati al territorio del parco e degli altri enti pubblici;
c. i lasciti, le donazioni e le erogazioni liberali in denaro;
d. i contributi ed i finanziamenti a specifici progetti;
e. gli eventuali redditi patrimoniali;
f. i proventi derivanti da contratti o convenzioni stipulati in relazione all'attività dell'Ente;
g. i canoni di concessione, i proventi derivanti da eventuali diritti tariffari e le entrate derivanti dai servizi resi;
h. i proventi delle attività commerciali e promozionali compreso l’utilizzo del marchio del Parco;
i. i proventi delle sanzioni di cui all'articolo 10 della L.R. 30/08;
j. ogni altro provento acquisito in relazione all'attività dell'Ente.

Art. 29
La gestione finanziaria
1. La gestione finanziaria dell'Ente Parco si attua sulla base del bilancio annuale di previsione redatto in termini di competenza, secondo i principi dell’unità, dell’annualità, dell’universalità, dell’integrità, della veridicità, dell’attendibilità e del pareggio finanziario.
2. La gestione finanziaria e quella patrimoniale sono soggette alla disciplina della legge regionale 7 maggio 2002, n. 4 (Nuovo ordinamento contabile della Regione Molise).
3. Il bilancio di previsione è trasmesso alla Giunta Regionale, entro il 1° di ottobre dell'anno precedente a quello a cui si riferisce ed é approvato dal Consiglio Regionale come allegato al bilancio regionale.
4. Nel bilancio annuale, la classificazione e la ripartizione delle spese, deve essere coordinata con quella adottata nel bilancio regionale al fine di consentire il consolidamento della spesa pubblica.
5. Gli atti di variazione o di assestamento ai bilanci preventivi sono approvati dalla Giunta Regionale, che provvede a darne tempestiva comunicazione al Consiglio Regionale.

Art. 30
Vigilanza della Regione
1. La vigilanza sulla gestione dell’Ente Parco Regionale Agricolo dell’Olivo di Venafro nonché la necessaria azione di indirizzo e di coordinamento, è esercitata dalla Regione Molise attraverso le proprie strutture competenti. L'ente di gestione del Parco invia entro il 30 giugno di ogni anno al Presidente della Giunta regionale, per le successive determinazioni da parte del Consiglio, una relazione sulle attività dell'anno precedente che evidenzi lo stato di attuazione delle iniziative gestionali nell'area protetta, nonché lo stato della spesa.
3. In caso di ritardi od omissioni da parte degli organi dell’ente, previa diffida, la Giunta regionale provvede alla nomina di un commissario ad acta per il compimento degli atti obbligatori o per l'attuazione degli impegni assunti.
4. La Giunta regionale provvede allo scioglimento degli organi degli enti, sentita la Commissione consiliare competente, per gravi inadempienze nell'attuazione dei piani programmatici approvati, per gravi irregolarità nella gestione, in caso di persistente inattività o di impossibilità di funzionamento, ovvero per attività che compromettano il buon funzionamento dell'ente o che siano in palese contrasto con gli indirizzi regionali in materia.
5. Con il provvedimento di scioglimento la Giunta regionale nomina contestualmente un commissario straordinario che rimane in carica fino alla ricostituzione degli organi dell'ente.


TITOLO VI
TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE

Art. 31
Partecipazione popolare
1. L’Ente Parco garantisce la partecipazione dei cittadini singoli o associati alla programmazione del territorio e, più in generale, alla vita del Parco.
2. Può attivare forme di consultazione per acquisire il parere di categorie sociali o economiche su specifici problemi, in relazione al conseguimento delle proprie finalità istitutive.
3. Promuove ogni forma di informazione e comunicazione diretta alla comunità locale e alla generalità dei cittadini.
4. Le modalità di funzionamento degli istituti di partecipazione sono stabiliti con apposito regolamento approvato dal Consiglio Direttivo.


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