Ente Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro

Punti d’interesse

Punto 5

Aggiornato il Lettura: 2 min

5 – Torricella e Mulattiere

Parco Regionale dell’Olivo di Venafro

Siamo sulla mulattiera che da Venafro raggiunge Conca Casale, ameno paese montano alle spalle di Venafro. Questa era l’unica via di accesso a Conca Casale fino agli anni ’50. Di qui si raggiunge la Torricella. A quota 437 slm, da almeno un millennio, la Torricella si erge su uno sperone di roccia sovrastante Venafro, costituendo un elemento caratterizzante del paesaggio.

Faceva parte di un complesso sistema di avvistamento e di controllo della pianura del Volturno. Tracce consistenti di murature antiche, probabilmente del I secolo avanti Cristo, dimostrano che la cinta muraria romana arrivava fino a quel punto per girare attorno allo spuntone roccioso, per raggiungere un’altro punto (dove passa l’acquedotto moderno sopra Montevergine) che il Cotugno nel XIX secolo chiamava la «Torricella scarrupata».

Probabilmente solo in epoca longobarda, intorno al mille, la Torricella acquisì una forma organica adatta anche ad ospitare per lungo tempo gli uomini destinati alla sua utilizzazione, quale avamposto e vedetta sulla Valle del Volturno.

Le mulattiere da Venafro a Conca Casale

Da Conca Casale partivano famiglie intere utilizzando muli e asini, per commerci e soprattutto per la raccolta delle olive. La raccolta era praticata a mano, utilizzando scale alte sei metri e aiutandosi con rami a uncino nella parte terminale per abbassare i rami. Durante le giornate invernali più difficili, in cui le famiglie non riuscivano a risalire in paese, i contadini si fermavano a dormire nei campi, nelle cosiddette «Masserie» (casotti in pietra), ancora presenti.

Figure tipiche della cultura contadina venafrana erano invece le «Vachiatrici», donne che raccoglievano le olive rimaste a terra, vicino la pianta, dopo la raccolta. Si tratta di figure legate alla povertà contadina di quei tempi. I proprietari con molte piante di olivo, non riuscendo ad adempiere da soli a tutta la raccolta, si rivolgevano a figure come i «sanzani» i quali si occupavano della trattiva tra i proprietari e gli operai-raccoglitori.

Essi stimavano le olive e stabilivano le porzioni. Al proprietario andavano i ¾ del raccolto mentre ai raccoglitori il restante ¼ . Per stabilire la quantità di olive raccolte ci si basava sui «tomoli» e sui «mezzetti» (antiche unità di misura; la prima misurava la superficie agraria, la seconda misurava sia il terreno che le derrate alimentari).

Questo metodo di misurazione è stato usato fino alla metà degli anni ’70 del ‘900. Anche da Venafro si raggiungeva Conca Casale; il medico condotto dell’epoca, Giovanni Di Matteo, negli anni ‘30 e ‘40 del secolo scorso veniva prelevato da Venafro e in groppa al mulo raggiungeva il paesino per le necessità sanitarie.

Punto5 – foto 1Punto5 – foto 2Punto5 – foto 3Punto5 – foto 4Punto5 – foto 5Punto5 – foto 6Punto5 – foto 7Punto5 – foto 8Punto5 – foto 9

Degustare il celeberrimo olio di Venafro

Visitare Venafro, Citta’ d’arte

I paesaggi rurali storici costituiscono una testimonianza del corretto rapporto tra uomo e ambiente da non disperdere.

In rete con