Ente Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro

Punti d’interesse

Punto 9

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9 – Ville rustiche e cisterne

Parco Regionale dell’Olivo di Venafro

Venafro, assieme alla biblica Efraim in Palestina e al Monte degli Ulivi di Gerusalemme, È Uno dei tre luoghi simbolo dell’olivicoltura storica mediterranea. I Romani ritenevano l’olio prodotto in loco il più pregiato del mondo antico. Plinio il Vecchio lo poneva al primo posto, davanti all’olio istriano e quello della Betica in Spagna. Nessun luogo al mondo coltivato ad olivo, infatti, può vantare le tradizioni e le citazioni letterarie dell’Olio di Venafro, da Orazio a Giovenale, da Marziale a Varrone. In questi oliveti, dove Catone il Censore possedeva una villa rustica con frantoio (trapetum) nacque la famosa legge sulla vendita delle olive (Lex olea pendentis), concepita sul modello di Venafro, proprio dal celebre Marcio Porcio Catone. Si può affermare che a Venafro sia iniziata anche la moderna commercializzazione dell’olio di oliva.

Il territorio del Parco Regionale è stato inserito nel prestigioso Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, con Decreto n. 6419 del 20 febbraio 2018 del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali.

Venafro, assieme alla biblica Efraim in Palestina e al Monte degli Ulivi di Gerusalemme, È Uno dei tre luoghi simbolo dell’olivicoltura storica mediterranea. Per la sua importanza, il territorio del Parco Regionale è stato inserito nel prestigioso Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, con Decreto n. 6419 del 20 febbraio 2018 del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali.

Da questo punto, attraversando alcuni oliveti secolari, si raggiunge una cisterna romana, ancora ben conservata.

Il territorio di Venafro era caratterizzato dalla presenza di ville rustiche adibite allo sfruttamento agricolo, per la produzione del grano, di vino e soprattutto dell’olio.

Il Parco comprende numerosi siti di interesse archeologico, molti dei quali costituiti da ambienti voltati, in muratura, per lo più interrati, riconducibili a strutture di età romana, quali cisterne con funzione di raccolta delle acque piovane, criptoportici o ambienti funzionali all’agricoltura.

Questi rinvenimenti permettono di riconoscere un sistema di fattorie e ville rustiche di medie e grandi dimensioni, attestato per lo più nella fascia pedemontana, funzionali all’attività produttiva legata ai vasti oliveti. Nel II secolo a.C. Marco Porcio Catone, detto il Censore, possedeva una villa rustica con oliveti ed un trapetum a Venafro.

Il sistema viario di accesso alle ville doveva avere come direttrice principale l’importante asse stradale rappresentato dalla diramazione della Via Latina, che da Ad Flexum (l’attuale territorio di San Pietro Infine) risaliva il Passo dell’Annunziata Lunga (a quota 440 m.) per poi ridiscendere a Venafrum e inoltrarsi nel Sannio. Nei secoli successivi si sono sviluppate mulattiere per l’accesso ai poderi e per porre in comunicazione centri vicini.

Il complesso della Madonna della Libera è esemplificativo a tale riguardo, restituisce infatti una serie di terrazzamenti in opera poligonale con resti probabilmente pertinenti ad una villa della fine del II sec. a.C e. con una cisterna in opera cementizia.

Una testimonianza importante proviene dal Comune di Pozzilli, in località Cerqueto, in cui è stata identificata una villa rustica sorta in epoca repubblicana, in uso per tutta l’età imperiale. Ha una parte destinata alle attività produttive con magazzini, ambienti di servizio, in cui erano collocati la macina per i cereali e il frantoio per la spremitura delle olive (trapetum) ed una parte residenziale decorata con pavimenti musivi e stucchi alle pareti.

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Degustare il celeberrimo olio di Venafro

Visitare Venafro, Citta’ d’arte

I paesaggi rurali storici costituiscono una testimonianza del corretto rapporto tra uomo e ambiente da non disperdere.

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